Parliamo di hoverboard! 

21.03.2018

Gadget tecnologici? Giocattoli di puro divertimento? Oppure, mezzi di trasporto eco-friendly del futuro? In qualunque modo li si consideri, è innegabile che questi nuovissimi skate si stiano diffondendo rapidamente, anche in Italia.


Di cosa stiamo parlando? Di uno skateboard elettrico in cui è importante mantenere un perfetto equilibrio poichè guidarne uno è un po' come "amplificare" le capacità del nostro corpo. Dopo aver preso confidenza, questi mezzi diventano quasi un'estensione fisica del nostro corpo, si muovono seguendo l'inclinazione e il bilanciamento del pilota, la sensazione è di planare fluidi sulla strada.

Sono stati inventati, guarda un po', in Cina e sono arrivati in Italia all'inizio del 2017.

Il costo può variare dai 100 ai 280 euro, perchè dipende dai modelli, dalle caratteristiche tecnologiche ed ovviamente se è griffato o meno.

L'invasione è già iniziata: a quanto pare agli italiani piacciono da pazzi gli hoverboard, infatti secondo le stime se ne vendono oltre cinquantamila al mese. Dati ufficiali non ce ne sono, ma i grandi operatori non nascondono la loro soddisfazione.

Chi li usa sono essenzialmente adolescenti non ancora in età da motorino ma vogliosi di provare l'ebbrezza della velocità, senza fare tanto sforzo. Ma in realtà è un mezzo che può tornare utile anche al lavoro: ad esempio gli operai dei grandi magazzini con essi riescono a velocizzare il loro lavoro.


Al momento, gli hoverboard possono essere usati solo in ambito privato, nel giardino o nel cortile di casa, per lo meno se non si vuole infrangere la legge. Possono essere considerati un dispositivo funzionale e non inquinante che potrebbe essere utilizzato per coprire brevi tragitti, ad esempio per andare a lavoro, a scuola o per fare la spesa. In realtà, e forse tanti non lo sanno, questo non è ancora possibile, almeno non legalmente. Infatti, il Codice della strada italiano e di molti altri paesi non riconosce gli hoverboard come dei veri e propri veicoli, al pari delle biciclette, ma come dei semplici acceleratori di andatura. Questo significa che non possono essere utilizzati in strada, sui marciapiedi e nelle piste ciclabili. Però da molti è considerato un mezzo che potrebbe avere un impatto positivo in termini di mobilità ecologica e sostenibile.

Ma nonostante le potenzialità e il riflesso positivo che potrebbero avere sulla mobilità cittadina, c'è un fatto negativo non trascurabile: come annota Antonino Reale, un pediatra del Bambin Gesù di Roma, "I bambini camminano sempre meno. L'amore per l'hi-tech non deve sacrificare la cultura del movimento. È necessario un uso intelligente di questi mezzi,i bambini oggi quando cadono si fanno più male di quanto non se ne facessero le precedenti generazioni, perché non hanno più il coordinamento motorio che va stimolato; se lo metto sulla macchinina elettrica sin da piccolo, avrà più difficoltà".

Perchè IN? Non inquina, è divertente, attira l'attenzione

Perchè OUT? Non è come la bici e se non si è ben coordinati si cade facilmente (guardare qui per credere!); scarsa autonomia (solo 2 ore); difficile da "parcheggiare", anche perchè in realtà non lo si può fare, ma bisogna portarselo dietro!